Intervista a Massimiliano Lanti

"La creatività nasce dal proprio vissuto"

Intervista a Massimiliano Lanti

Vincitore del premio della Critica, categoria Seniores, al Festival Ballet-ex, 6 giugno 2016, teatro Olmpico Roma

 

MASSIMILIANO LANTI, DANZATORE, COREOGRAFO E INSEGNANTE DI DANZA NEL TERAMANO, SI FORMA A TERAMO CON LILIANA MERLO E ANNINO DI GIACINTO, A ROMA CON GATTEI, BENNATI, LEONTINE, RENATO GRECO, MUCCI E  IN SPAGNA CON MATILDE CORAL E DON JUAN MORILLA, A PARIGI CON DIVERSI INSEGNANTI, COLLABORANDO A MOLTE PIECES TEATRALI E DI BALLETTO. DIPLOMATOSI A ROMA NEL 93, HA AVUTO DIVERSI RICONOSCIMENTI E BORSE DI STUDIO E HA BALLATO IN MOLTE PARTI DEL MONDO, PARIGI, ALGERIA, EGITTO, LONDRA ECC.

COME NASCE IL SUO PERCORSO D' INSEGNANTE-COREOGRAFO ?

 La carriera di un danzatore generalmente termina molto presto, intorno ai 33/35 anni e solitamente subito dopo si decide di dedicarsi o alla coreografia o all’insegnamento,  per me è stato diverso invece,  all’età di 20 anni, a Roma lavoravo con diverse compagnie di Danza con le quali ho fatto anche dei tour internazionali,  Parigi,  Algeria, in Egitto, però il destino volle che persi mia madre dopo una lunga malattia e caddi in un abbattimento interiore, che mi spinse a tornare a Teramo… la carriera e i contratti di un ballerino in quei tempi, ma ancora oggi, andavano 6 mesi per 6 mesi e spesso non si lavorava anche per lungo tempo, era una cosa che non mi potevo più permettere visto che non avevo più le spalle coperte come prima e decisi quindi di dedicarmi all’insegnamento e più in là di aprire dei  corsi nella mia cittadina nei quali all’inizio mi buttai a capofitto, per cercare di temprare il dolore che mi investiva, i corsi ebbero, con mia sorpresa un richiamo clamoroso e se ci penso ora sono passati già 23 anni, non riesco a crederlo.

IN CHE MODO DA' VITA ALLE SUE CREAZIONI ?

La vera creatività non esiste, ma nasce da quello che vedi, che vivi tutti i giorni e ogni mia creazione nasce proprio dal vissuto e dalle emozioni e sensazioni che si provano quotidianamente, non riuscirei mai a fare qualcosa perché la devo fare, mi verrebbe male e non avrei l’emozione giusta da poter divulgare ai ragazzi e al pubblico

-PENSA CHE SIA INDISPENSABILE PER UN COREOGRAFO ESSERE STATO ANCHE UN DANZATORE ?

Credo sia fondamentale, prima di tutto perché se tecnicamente una cosa non la sai fare non potresti nemmeno trasmetterla, oltre ciò il vissuto di un danzatore che smette di danzare ha tanto da raccontare ancora e sempre con il proprio corpo e il proprio intimo , anche se non sempre un buon ballerino è anche un bravo coreografo e viceversa.

- PENSA CHE I CONCORSI E LE RASSEGNE SIANO UN MOMENTO FORMATIVO NELL'AMBITO DEL PERCORSO DEGLI ALLIEVI?

Confrontarsi sempre e non chiudersi nella propria campana di vetro è essenziale, prima di tutto per un coreografo o insegnante che ama in continuazione mettersi in discussione,  per i ragazzi è un momento di crescita istruttivo, formativo e di grande esperienza.

-QUALI SONO LE DIFFICOLTA' CHE INCONTRA NEL PORTARE AVANTI IL MESSAGGIO DANZA IN UN PICCOLO CENTRO?

Trovo ancora oggi e mi spiace dirlo, molte difficoltà di apertura nella compresione e nel riconoscimento  della danza nel mio piccolo Paese, di un lavoro fatto come si deve, nel rispetto della tecnica, degli allievi, ancora oggi vedo diversi genitori che preferiscono attività per niente pedagogiche per bambini piccini. Anche da parte delle Amministrazioni del loco vedo disinteresse e poca attenzione ad attività così altamente culturali come è la danza classica o contemporanea, preferiscono magari un attività meno costruttiva, solo perché all’apparenza “più colorata”, forse perché non comprendono nemmeno loro il valore di questa arte importante, ancora oggi e lo dico senza polemica, vengo snobbato da parte di autorità locali, quando con quello che faccio per il mio Paese a livello culturale, portando fuori il nome della mia città,  anche all’estero  nei concorsi e nei Premi di Danza, oltre alle mie tournè estere, organizzando stage con nomi illustri della danza,  dovrei essere encomiato di più. E’ molto triste, ma non importa non sono arrabbiato, sono solo un po’ deluso.

-COME VEDE LA SITUAZIONE DELLA DANZA IN ITALIA ?

Non buona purtroppo, troppe scuole che aprono come funghi, troppi Insegnanti che non hanno una preparazione adeguata o un bagaglio culturale alto, e chi ne paga le conseguenze sono i ragazzi, sia fisicamente che interiormente, un lavoro fatto male ti rovina per tutta la vita.

 -I SUOI PROGETTI FUTURI?

Tantissimi, altri concorsi in programma, alcuni ragazzi tecnicamente dotatissimi che mi sto crescendo da molti anni che ho intenzione di portare avanti, in Teatri, Ammissioni e compagnie.

 -IL SUO SOGNO NEL CASSETTO ?

Ne ho tantissimi, professionalmente, forse  di poter realizzare un balletto o un musical tutto mio, sono 20 anni che ho questo progetto, devo trovare le musiche giuste, ma prima di tutto l’idea giusta altrimenti, non se ne fa nulla.