Intervista a Federica Massaro #sestascena

Proseguiamo il nostro progetto #sestascena alla ricerca di personaggi della danza al di fuori dei "soliti circuiti" con l 'intervista fatta alla giovane insegnante-coreografa Federica Massaro che a dicembre 2018 con un gruppo di allieve della Forever dance di Costanza Pacelli ha vinto  il premio della critica al concorso "In punta di danza" di Caserta organizzato da Ballet-ex.

  Buona lettura a tutti!

Danzare, studiare, ricercare, creare e ... condividere!

Intervista a Federica Massaro

Come nasce il suo percorso di insegnante - coreografa?

Il mio ancora giovane percorso trae le sue origini a Napoli presso Movimento Danza di Gabriella Stazio, luogo dove ho coinciato la mia formazione professionale ed avuto la fortuna di poter assistere ed affiancare Sonia di Gennaro,docente del corso di studio proessionale in danza contemporanea, coreografa e professionista di grande valore artistico. Attualmente seguo con entusiasmo e curiosità come allieva le classi di alcuni insegnanti di The Axis Syllabus.Quest'ultima più che una disciplina specifica è un bacino di conoscenze cliniche ed empiriche, riguardanti il corpo umano in movimento, un catalogo utile per differenti approcci al movimento che trae le sue radici dall'anatomia, dalla fisica meccanica, dalla ricerca sul campo e non solo. Questo studio ha scaturito in me, anche come insegnante nuovi stimoli e nuove prospettive didattiche.
Come reagiscono i giovani allievi al linguaggio della danza contemporanea?
I giovani allievi inizialmente sono reticenti, siamo tutti abituati a ricevere messaggi da parte dei mass media molto incentrati su una forma estetica perfetta, "bella" ed a ricevere una veloce risposta a qualsiasi tipo di domanda. Purtroppo o per fortuna la ricerca sul corpo, o almeno quella di cui si nutre il linguaggio contemporaneo che io propongo, richiede una maggiore pazienza ed un ascolto del corpo scevro di sovrastrutture formali, onesta e al contempo semplice, in cui il dubbio è punto cardine e l'automatismo il maggiore nemico.
Superata la reticenza iniziale i giovani a differenza dei grandi sono invece entusiasti ed aperti al cambiamento e alla ricerca.
Quali sono le difficoltà che incontra nel portare avanti il suo messaggio creativo e stilistico?
Personalmente come insegnante mi confronto con realtà molto piccole, come il paesino di Caiazzo in provincia di Caserta presso cui insegno danza alla Forever Dance di Costanza Pacelli.
In realtà come questa purtroppo la strada è tutta in salita perchè si aggiungono, oltre alla ormai consolidata confusione causata dalla televisione riguardo la danza, difficoltà logistiche e culturali ad ostacolare la diffusione e la conoscenza della danza stessa.
Le occasioni sono davvero ridotte al minimo e la vastità del mondo della danza per i più si riduce al balletto classico e la professione di danzatore è praticamente inesistente nell'immaginario collettivo. Un quadro drammatico se non fosse per le piccole realtà come quella della Forever Dance che quotidianamente e silenziosamente tentano di instaurare nei loro giovani allievi, e si spera in quelli delle rispettive famiglie, il seme della danza, dello studio e del rispetto di questa meravigliosa arte.
Come vede la situazione della danza contemporanea in Italia?
La situazione italiana della danza, così come quella delle altre arti, è molto complicata.
Il messaggio televisivo che da circa quindici anni con grande facilità raggiunge le case degli italiani attraverso i "talent show" proposti è confusionario e fuoriviante. Questi infatti sono incentrati sul dramma e sul gossip essendo pertanto molto lontani dalla realtà della danza ed i modelli di allievi proposti rincorrono ancora una volta standard di danzatori, belli e prestanti.
Le "performance" proposte sono brevi, di grande impatto scenografico e dal messaggio spiettellato e banale.
Ne risulta un pubblico molto lontano dalla danza nei teatri, poco abituato a porsi delle domande e ancor meno a non ricevere risposte univoche a queste. Questo sarà infatti poco interessato ai linguaggi contemporanei soprattutto laddove questi dovessero essere (come alcune volte accade) forzatamente ed eccessivamente enigmatici a favore di una vanitosa saccenza dell'autore.
Questa grossa discrepanza tra la danza "facile" della tv e la danza "complessa" dei teatri fa sì che il numerosissimo pubblico televisivo non sia poi quello del teatro, cadiamo così in un circolo vizioso da cui è difficile uscire.
Che cosa manca e cosa ci vorrebbe?
Manca un giusto riconoscimento a quest'arte ed ai suoi lavoratori, manca un supporto delle istituzioni nella diffusione della danza.
I pochi teatri sono sempre più vuoti, la danza è sempre più impacchettata in realtà televisive scadenti e ridotta alla solita pappetta di stili che a suon di accenti e acrobazie allietano i meno attenti.
Manca la cultura della danza che se da una parte è dozzinale e "povera" di contenuto dall'altra rimane privilegio per pochissimi eletti.
Ci vorrebbe una presa di coscienza da parte di tutti e una maggiore lungimiranza, come già detto, da parte delle istituzioni, allontarci dall'arte ci porterà a spegnerci ed essere ancor più un paese da cui gli artisti fuggono perchè non è in alcun modo in grado di tutelare e valorizzare la propria arte.
Come donna pensa di avere più difficoltà nel far passare il suo messaggio pedagogico e artistico rispetto ai colleghi uomini?
Non credo, ritengo piuttosto che sulla base di quanto detto prima sia tutta la categoria dei danzatori ad essere in difficoltà nell'affermazione del proprio ruolo e messaggio.
I suoi progetti per il futuro?
Per il futuro mi auguro di poter continuare ad avere il privilegio di danzare, studiare, ricercare e creare e di poter condividere questo con quante più persone è possibile.
Il suo sogno nel cassetto? Mi piace guardare al sogno come un qualcosa di terreno e concreto che si costruisce e plasma giorno per giorno, sicuramente desidero poter affinare ancor di più il mio liguaggio ed ampliare le mie conoscenze al fine di trovare un mio ruolo sempre dinamico in questa complessa società.

Federica Massaro

Nasce a Caserta nel 1992.Studia dall’età 12 anni danza classica e moderna.Nel 2012 intraprende il percorso di studio in danza contemporanea presso Movimento Danza di Gabriella Stazio, luogo in cui successivamente comincerà il suo percorso da insegnante.Nel 2015 -2016 danza con la compagnia Movimento Danza per il progetto “Campanian dance road”.Nello stesso anno inizia la sua personale ricerca sul movimento, affiancata da una ricerca collettiva con un il gruppo di danzatori “Collettivo Danzapolis”.Attualmente segue workshop intensivi di Axis syllabus con Frey Faust ed altri insegnati certificati.