Intervista a Bianca Costanza Chiapponi #sestascena

 

Progetto #sestascena Intervista a Bianca Costanza Chiapponi, vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti Ballet-ex

 

Il silenzio dell ispirazione........

 

Come nasce il suo percorso di insegnante -coreografa?
-dopo anni di lavoro in “trincea”, durante i quali ho avuto il privilegio di danzare nei teatri più prestigiosi d’Italia e del mondo, ho sentito la necessità di condividere la mia esperienza e i miei studi con i giovani che con passione si avvicinano alla danza classica. Il concetto di condivisione é alla base della mia concezione dell’insegnamento: oltre alla tecnica e alla disciplina, ritengo che condividere le proprie esperienze personali con gli  allievi sia estremamente educativo. Non si può parlare di una cosa se non la si è vissuta in prima persona. Il mondo dello spettacolo, e per quanto mi riguarda quello della danza, è un mondo meraviglioso in cui, non di rado, si annidano problematiche per affrontare le quali occorre una solidità che va al di là della preparazione tecnica, che rimane, quasi superfluo dirlo, il fondamento su cui costruire un percorso professionale. Mi piace pensare che i miei allievi possano arrivare, qualora lo volessero e ne avessero le possibilità, ad affrontare questo viaggio nel mondo dell'arte con un bagaglio il più possibile completo e solido. 

Per questo nel 2003 nasce l’associazione sportiva dilettantistica AccademiaDanzaEdintorni, che in questi 15 anni ha lavorato duramente per un grande ideale che, di giorno in giorno, passo dopo passo, allievo dopo allievo, si concretizza: far amare la danza. In questo percorso di costante crescita non posso dimenticare due grandi figure di colleghi ed amici, Cristina Bonini prima e successivamente il danzatore e coreografo Michele Cosentino, autentici pilastri della nostra scuola di danza. Come dicevo, il nostro obbiettivo primario è diffondere l'amore per la danza e l'arte, intesi come patrimonio culturale del singolo, un arricchimento educativo dalle infinite sfaccettaure che difficilmente i giovani d'oggi hanno modo di maturare nel loro percorso di crescita. Se poi accade, fortunatamente non di rado, il caso di chi, per passione e doti, decide di intraprendere il difficile cammino della professione è nostro compito indirizzarlo verso le migliori Accademie nazionali ed estere in cui compiere quella specializzazione professionale.


In che modo da vita alle sue creazioni?
-amo creare di notte quando le luci degli impegni quotidiani si spengono per lasciare spazio al silenzio dell'ispirazione… Il mio processo creativo è decisamente irrazionale e privo di filtri: il fluire della musica suscita un’emozione e cerco di ricrearla in movimento. La consapevolezza tecnica ovviamente esiste, ma lavora in backround, guidata dal flusso emozionale. Anche per questo le mie creazioni sono sempre work in progress e spesso modifico sia passi che struttura durante il montaggio. Inoltre, influenzata da uno dei miei grandi maestri, anche se non propriamente un danzatore e mi riferisco a quel genio dell'arte che è Hugo De Hana, sento l'esigenza di occuparmi personalmente, oltre che della coreografia, anche di costumi, trucco, acconciatura (e se possibile di scenografia e luci) che ritengo estremamente importanti.

Pensa che i concorsi e le rassegne siano un momento formativo per gli allievi?
- la condivisione, il confronto, un sano desiderio di affermazione hanno un valore formativo enorme per tutti, dagli allievi agli insegnanti passando per il filtro fondamentale della famiglia. Proprio per questo cerco con grande senso di responsabilità di partecipare a quelle manifestazioni che ritengo abbiano un certo spessore e per lo stesso motivo non amo far partecipare a rassegne e concorsi gli allievi in età troppo giovane o in cui leggo certe fragilità, credo che alcune esperienze siano formative dal momento in cui si comprendano a pieno e si possano affrontare con la giusta solidità. Insomma, non si manda nessuno allo sbaraglio e bisogna sempre ponderare il contesto in relazione agli allievi che si ritiene di poter coinvolgere.
Quali sono le difficoltà che incontra  nel portare avanti il messaggio danza nella sua realtà regionale?
-Per mia fortuna, non incontro molte difficoltà sia perché i miei allievi “salutano” sempre con grande entusiasmo i miei, non pochi, progetti, sia perchè il riscontro delle famiglie è meraviglioso, e in un mondo in cui il riconoscimento dell'autonomia scolastica e la conseguente fiducia verso gli insegnanti non rappresentano sempre la normalità, non smetterò mai di ringraziare abbastanza l'appoggio e le manifestazioni di amicizia ed affetto che ogni giorno arricchiscono il mio percorso di insegnante. 
Come vede la situazione della danza in Italia? che cosa manca e cosa ci vorrebbe?
Qua rischiamo certamente di aprire il vaso di Pandora partendo tanto per dirne una dal ruolo assolutamente ancillare della Danza nell'organigramma del Miur, tuttavia siccome non non amo fare polemiche mi limito a dire che come in tutti i campi manca l’umiltà, l’autovalutazione e l’autocritica.Sento troppo spesso, è sempre meno riesco a sopportare, florilegi di lamentele noiose e sterili polemiche a cui spesso assisto, senza capirne la reale motivazione. Dunque preferisco chiedermi cosa posso fare io nel mio piccolo e realizzarlo concretamente con la massima determinazione ed umiltà.. Insomma, per dirla con un proverbio rovesciato, meno fumo e più arrosto!

Come donna trova pensa di avere più difficoltà nel far passare il suo messaggio pedagogico e artistico rispetto ai colleghi uomini?
-Assolutamente no, anche se vi confesso che se preferisco circondarmi di colleghi e collaboratori uomini. Per riallacciarmi al discorso di prima, credo che siano più concreti.

I suoi progetti per il futuro? Il suo sogno nel cassetto?
-I progetti sono sempre tanti e non se ne parla per scaramanzia, ma il progetto fondamentale rimane sempre quello: infondere nei miei allievi la passione e l'amore per l'arte.

 Il mio sogno nel cassetto?  Mi sento estremamente realizzata come insegnante, come coreografa e come donna, pertanto, mi perdonerete il gioco di parole, il sogno è che il sogno non finisca mai...

 

Bianca Costanza Chiapponi nasce a Parma nel 1970.
Inizia i suoi studi nel 1975
Sotto la guida dei Maestri Elisa Bertolla( Teatro alla Scala), Paola Cavolla ( Teatro alla Scala)e Antonio De Robertis ( Teatro San Carlo), successivamente (1981)si perfeziona al conservatorio di musica e danza di Siviglia  e rientrata in Italia (1987) studia con i maestri Gianni Benazzo e Marina Fisso primi ballerini del teatro nuovo di Torino e docenti del liceo coreutico sempre di Torino 
Nel 1992 firma il suo primo contratto da professionista e da lì fino al 2013 calca come danzatrice i palchi dei più prestigiosi teatri italiani, Teatro alla Scala, Teatro la Fenice di Venezia, Teatro Regio di Parma, Teatro Comunale di Bologna,Arena di Verona, Arena sferisterio di Macerata,  passando da Madrid, Tokyo ect ect 
Ha al suo attivo più di 2000 spettacoli come danzatrice spaziando dal balletto all’Operetta ( sua vera passione) e all’opera lirica .
Lavora con coreografi e registi di prestigio quali
Leda Lojodice, Mariano Brancaccio, Marta Ferri, Serge Manguette, Hugo de Ana, Pier Luigi Pizzi, Luca Ronconi, Franco Zeffirelli, Joseph Franconi Lee per citarne alcuni.
Si dedica fin dal 2000  alla coreografia e alla messa in scena di spettacoli.
Nel 2003 fonda e dirige a tutt’oggi AccademiaDanzaEdintorni asd 

 

Progetto #sestascena

 Sestascena è la scena non cè ma che in realtà esiste perchè è fatta da tanti professionisti che s'impegnano giornalmente nel loro lavoro e che fanno della danza la lora ragione di essere ma che non sono riconosciuti a livello istituzionale e mediatico. Ballet-ex vuole dare un contributo per portare alla luce tutte le creazioni artistiche fatte con passione, arte , ingegno e amore che spesso non trovano spazio in altre realtà.  
#sestascena è aperta a tutti ed è un processo in continuo divenire, fatto di spettacoli, di foto, di video, di presentazioni , di interviste e anche di pensiero viaggiante , di parole incoraggianti e di sguardi attenti...per una cultura che coinvolga tutti e che inviti alla creazione
Che la nostra #sestascena abbia inizio ! a presto tante altre novità