Note di Rosanna Francese, pianista del cd "Il repertorio per la lezione"

Componendo un’opera, l’autore deve avere costantemente in testa la scena, vale a dire ricordare  che il teatro (balletto) richiede non soltanto melodie e armonie, ma anche azione,….pertanto lo stile della musica per la danza deve corrispondere allo stile dell’arte decorativa e di conseguenza essere semplice, chiaro, espressivo. (P.Tchaikovsky).

Partendo da tale autorevole presupposto, il nostro lavoro di registrazione nasce da una ricerca accurata della musica utilizzata per l’accompagnamento delle lezioni di danza.

Come si può notare la nostra scelta è ricaduta, da un punto di vista filologico ed in maniera preponderante, su musiche dell’Ottocento del balletto classico e dell’operistica , per il triplice motivo che: 1) trattandosi di musiche conosciute, possono essere, per gli allievi, un buon modo per iniziare facilmente, con distensione e senza apprensione la lezione di danza del giorno; 2)trattandosi di musica composta per il grande pubblico, utilizza un ‘linguaggio semplice’, strutturato da melodie definite e chiarezza ritmica che bene si adattano alle esigenze della musica di accompagnamento per le stesse lezioni di danza; 3) trattandosi di un repertorio dell’età romantica, con tipica caratterizzazione dei sentimenti e stati d’animo, ci auguriamo  possa più intensamente ispirare i ballerini nell’espressività dei loro movimenti.

Per tale ultimo motivo, quindi, non a caso  la scelta delle musiche per il Grand Plié, nonché per gli Adages è ricaduta su “Salut d’Amour” di Elgar, “ Danza Slava” di Dvorak e “Una furtiva lagrima” dall’Elisir d’Amore di Donizetti; in effetti, soprattutto in questi tipi di esercizi dai movimenti lenti, l’accompagnamento musicale sostiene il corpo dei ballerini in una interpretazione intima della poesia e del dramma, tipici dell’età romantica.

Anche la scelta delle musiche utilizzate per la sezione delle punte è ricaduta su ‘musiche romantiche’, ma con caratteri ritmici e melodici adatti a dare sostegno e dinamica alla sensazione di leggerezza delle ballerine sulle punte. Si pensi, ad esempio, al ritmo de “La danza delle ore” o de “La canzone del Toreador” dal carattere energico, tipico della suddivisione in ottavi e sedicesimi, suonati con uno ‘staccato di sole dita’, per poter aiutare le ballerine ad una elevazione verso l’alto, ma che con piccoli slanci devono ritornare sul pavimento in modo elastico e leggero.

Analizzando invece il lavoro da un punto di vista strettamente ritmico, emblematico risulta l’utilizzo di “Nights of Italy”-Intermezzo- di Leoncavallo per l’esercizio dello Stretching. Si tratta di un manoscritto pianistico del compositore di raffinata scrittura dal quale emergono alcune peculiarità: semplicità formale, vena melodica, immediatezza. Caratteristiche queste ultime che, non soltanto avvolgono il ballerino in una intima tenerezza ed intensa cantabilità, ma che, enfatizzate da una suddivisione ternaria del tempo in 6/8, meglio lo aiutano (più di una suddivisione binaria) ad un dolce e graduale allungamento dei muscoli, utile per poter successivamente iniziare la fase più energica della lezione: il centro.

Rimanendo nel contesto di un’analisi ritmica, mi preme puntualizzare la differenza fra i vari tipi di valzer utilizzati per gli esercizi del centro: Pirouettes e Grand Allegro.

Per le Pirouettes, esercizi in cui i ballerini eseguono giri su se stessi rimanendo col piede fermo a terra, funzionale nell’accompagnamento musicale è l’utilizzo del Valzer Viennese sia nella sua forma originaria di Strauss  che nella forma pianistica di Chopin, in cui il ritmo ternario, dal carattere fluido e brioso, ben esprime  il senso di giro e/o trascinamento dei piedi, tipici di questi esercizi.

Differente è invece, da un punto di vista strutturale,  il valzer utilizzato per il Grand Allegro.

Partendo dal presupposto che quest’ultimo non è un termine musicale, ma viene utilizzato nella danza per indicare una variazione di grandi salti, in cui il ballerino deve dimostrare la capacità di sollevarsi dal suolo con leggerezza e potenza, grazie anche al demi-plié che serve a prendere la spinta dal pavimento respingendolo con forza, l’accompagnamento musicale deve essere brillante per aiutare e sostenere il salto, nella sua tipica struttura ‘run-run-run-jump’, ben evidente nel Divertissement n.2 del Don Chisciotte ivi utilizzato.

Ed ancora, forse in un contesto musicale dell’Ottocento che echeggia  un po’ in tutto il cd, sembrerà strana la presenza di un famoso brano, “Rain drops keep falling on my head” di Bacharach, utilizzato per l’esercizio della pre-sbarra,  dalla struttura ritmica tipicamente jazz.

Eppure la scelta non è stata per nulla casuale, perché se analizziamo la struttura ritmica: croma puntata/semicroma, avvertiamo che una simile scansione di quattro movimenti lenti in una battuta, risulta ben adatta agli esercizi di riscaldamento dei piedi, in cui i warm-up si alternano a distensione, per concludere con gli ultimi 16 conti di port de bras.

A conclusione di tale nostro lavoro è doveroso sottolineare che, pur avendo utilizzato musiche a voi tutti note, non ci siamo limitate ad una pedissequa esecuzione delle stesse, ma il nostro scopo è stato  arrangiarle ed adattarle nell’interpretazione ad esigenze ben precise, di tempo e di ritmica, richieste dalla danza classica.

Il nostro augurio è di essere riuscite a realizzare un valido supporto per le vostre lezioni di danza e di aver creato, in qualche modo, motivo di ispirazione per i vostri allievi, ricordando a noi tutti che “Dove non c’è ispirazione non c’è arte” (P.Tchaikovsky).

Rosanna Francese

Maestro al Pianoforte per la danza